Il Rally di Borsa è Finito? O è solo una Fase di “Disintossicazione”?
Sommario:
- Perché la Borsa sta rallentando?
- L’incertezza economica e politica pesa sui mercati
- Le azioni erano già molto care
- Fine del rally o pausa di riflessione?
- Conclusione
Il mercato azionario americano ha corso senza sosta negli ultimi due anni. Dal minimo dell’ottobre 2022, l’S&P 500 è salito di un incredibile 67%. Più il mercato cresceva, più gli investitori si convincevano che avrebbe continuato a salire. Ora, però, qualcosa sta cambiando. L’indice ha sfondato la sua media mobile a 100 periodi e sta per testare la media mobile a 200 giorni, una soglia psicologica che, se infranta, potrebbe confermare un cambio di tendenza. Nel frattempo, gli analisti di Wall Street hanno iniziato a ridimensionare le loro previsioni sui prezzi delle azioni, mentre i mercati europei e cinesi stanno recuperando terreno. Le azioni americane potrebbero non essere più l’unica opzione interessante per gli investitori globali. Ma questo significa che il mercato rialzista è finito? O siamo solo in una fase di “detox” temporanea?
Perché la Borsa sta rallentando?
I motivi dietro questa perdita di slancio sono molteplici, ma i più importanti riguardano l’incertezza economica, le valutazioni elevate e una politica monetaria meno accomodante.
L’incertezza economica e politica pesa sui mercati
L’effetto Trump sta lasciando il segno sui mercati finanziari. Il presidente ha scatenato una nuova guerra commerciale, aumentando i dazi su diverse importazioni. Questo sta generando incertezza tra aziende e consumatori. A complicare le cose ci sono anche i tagli alla spesa pubblica voluti dal nuovo Dipartimento per l’Efficienza Governativa, che prevedono licenziamenti nel settore pubblico. Se questi tagli si concretizzeranno, potrebbero presto riflettersi nei dati sull’occupazione e avere un impatto sulla crescita economica. Infine, c’è l’inflazione. Anche se sembra sotto controllo, il rischio che i dazi facciano aumentare i prezzi potrebbe limitare la libertà della Federal Reserve nel tagliare i tassi d’interesse per stimolare l’economia.
Le azioni erano già molto care
Il rally della borsa è stato in parte alimentato dall’aumento del rapporto prezzo/utili (P/E). Oggi l’S&P 500 ha un P/E di 21, ben al di sopra della media storica di 17 (che era considerata normale tra il 2015 e il 2019). Questo significa che le azioni sono ancora costose rispetto ai guadagni delle aziende. Giustificare valutazioni così alte diventa sempre più difficile in un contesto di incertezza.
Fine del rally o pausa di riflessione?
Non tutti credono che il mercato rialzista sia al capolinea. Il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha dichiarato: “Mercato ed economia sono diventati dipendenti dalla spesa pubblica. Ci sarà un periodo di disintossicazione”. Alcuni analisti pensano che Trump possa risollevare il mercato nella seconda metà dell’anno puntando su tagli fiscali e deregolamentazione, due misure che Wall Street considera pro-crescita. Anche il settore tecnologico, che ha guidato il rally degli ultimi anni, potrebbe semplicemente trovarsi in una fase di consolidamento. I rischi sono molteplici:
- I dazi potrebbero essere qui per restare: Trump ha promesso di riportare la produzione negli Stati Uniti e difficilmente tornerà indietro sui dazi. Questo costringerà le aziende a riorganizzare le loro catene di approvvigionamento, con costi e tempi lunghi.
- Tagli fiscali e deregolamentazione non sono scontati: anche se i Repubblicani controllano il Congresso, la loro maggioranza è ridotta e convincere i “falchi del deficit” a concedere 4.500 miliardi di dollari di sgravi fiscali in dieci anni non sarà facile.
- Il vero fattore imprevedibile è il comportamento dei consumatori: Se la volatilità dei mercati e l’aumento dei prezzi causato dai dazi li portasse a ridurre le spese, l’impatto sull’economia potrebbe essere significativo. Secondo studi della Federal Reserve, la crescita delle vendite al dettaglio negli ultimi anni è stata trainata soprattutto dalla classe media-alta, il cui potere d’acquisto è stato sostenuto dall’aumento del valore degli investimenti e delle case. Gli ultimi dati su consumi e vendite al dettaglio indicano che la crescita della spesa potrebbe già essere in frenata.
Conclusione
L’inerzia è una forza potente: ha spinto i mercati azionari in alto per anni, ma ora potrebbe funzionare al contrario. Finché il mercato saliva, gli investitori si sentivano più ricchi e spendevano di più, sostenendo gli utili aziendali. Ma un calo prolungato potrebbe avere l’effetto opposto: aziende e consumatori potrebbero diventare più cauti e le prime ondate di licenziamenti potrebbero trasformarsi in una spirale.
Se il mercato rialzista è solo in una fase di detox o se sta davvero per finire lo scopriremo nei prossimi mesi. Di una cosa possiamo essere certi: una volta che un bull market si rompe, rimetterlo insieme non è così semplice.